Le ADC Spontanee

Le  after death communication sono esperienze di comunicazione con un proprio caro che sopravvengono in modo inaspettato e del tutto involontario dopo la sua morte. Bill e Judy Guggenheim nel loro libro “Voci dal cielo” hanno dato un grande contributo alla conoscenza di tali esperienze. Nel corso di sette anni di ricerca sono riusciti a raccogliere le testimonianze di ben duemila persone.  Analizzando le esperienze che venivano loro narrate, i Guggenheim le hanno suddivise in vari tipi.



Ci sono anzitutto le ADC basate su un senso di presenza della persona defunta. Tale senso di presenza si accompagna alla percezione del sentimento di amore di cui si è fatti oggetto da parte del proprio caro. Inoltre questa esperienza, per quanto non veicolata dalle comuni  modalità sensoriali , ha un inizio e una conclusione ben definiti.

Abbiamo poi le ADC visive, in cui la persona cara appare come una luce brillante o nelle sue stesse fattezze. In quest’ultimo caso viene percepita in parte o per intero, sotto forma di nebbia trasparente oppure come se fosse una figura materiale. Spesso emanano luce; altre volte questa è presente alle loro spalle. Il proprio caro appare frequentemente ringiovanito – anche di molti anni – in buona salute e sereno. A quest’ultimo riguardo fanno eccezione coloro che in vita si sono resi responsabili di gravi azioni nei confronti del sopravvissuto. In tal  caso appaiono addolorati per ciò che hanno fatto e manifestano la richiesta d’essere perdonati. La visione dei propri cari li può collocare nello stesso ambiente del percipiente o altrimenti all’interno di paesaggi meravigliosi, con prati verdi e cieli azzurri, ruscelli, fiori e farfalle, colori luminescenti.

Nelle ADC uditive si ode la voce del proprio caro, come voce interna ma originata da una fonte esterna. Si tratta di una comunicazione telepatica. Cosa ci si sente dire? Che il nostro caro è felice, che ci ama e ci è vicino, che è insieme ad altre persone che hanno compiuto il trapasso, che ci apprezza per quello che abbiamo fatto per lui quando erano ancora in vita biologica, che un giorno saremo di nuovo insieme. Varie volte succede che le ADC uditive siano avvisi ad agire con urgenza per salvaguardare l’incolumità propria o di altri.

Ci sono poi le ADC tattili, in cui la persona si sente abbracciata o accarezzata o baciata dal proprio caro.

Nelle  ADC olfattive il sopravvissuto sente il profumo della persona defunta, la sua colonia, il suo dopobarba oppure l’aroma dei suoi fiori, tabacco, cibo o bevanda che preferiva.

Le after death communication sono molto più frequenti di quanto comunemente non si pensi.  Da una ricerca risulta che il 27% della popolazione americana ne ha vissuta almeno una; da un’altra emerge che è stato coinvolto in una ADC il 31% della popolazione islandese. Tutte le persone appartenenti al campione erano in buone condizioni di salute al momento dell’esperienza e non assumevano sostanze che potessero indurre allucinazioni.  Se poi ci volgiamo a considerare la frequenza delle ADC non più fra le popolazioni generali ma fra quelle direttamente coinvolte in una perdita, si riscontra un percentuale superiore, che nel caso dei coniugi rimasti vedovi si giunge a circa il 50%.

E’ importante considerare il fatto che tutte le ADC sono sempre positive e mai esperienze in cui ci sente oggetto di azioni malevole. Ciò è tutt’altro che ovvio, perché contrasta sia con vissuti di colpevolezza o aspettative di persecuzione che il percipiente può avere nei confronti del defunto, sia con la mitologia degli fantasmi  costruita con tutte le innumerevoli edizioni cinematografiche, televisive e letterarie di questo genere narrativo.

Le ADC che, a differenza di quelle spontanee, si verificano grazie all’induzione di uno stato di ricettività mentale ne riproducono le stesse modalità sensoriali, ma  sono a loro confronto molto più protratte e ricche. Per esempio, la persona entra in uno stato di coscienza che gli consente di avere lunghe conversazioni con i propri cari, e se appaiono ambienti naturali ultraterreni lo  sguardo può soffermarvisi per un tempo molto più protratto. Le IADC rivelano dunque di essere una sorta di ADC potenziate e pertanto risultano ancora più preziose come esperienze che confortano e arricchiscono chi le vive.